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Acqua, Confeuro: “Primo passo efficientamento rete e invasi intelligenti”

Acqua, Confeuro: “Primo passo efficientamento rete e invasi intelligenti”

“La strategia europea sull’acqua rappresenta un cambio di paradigma significativo che va accolto con favore. Con la Comunicazione 280/2025, infatti, la Commissione europea riconosce finalmente la risorsa idrica non più soltanto come una priorità ambientale, ma come un fattore strategico per la competitività economica, la tutela del territorio e la sicurezza alimentare. Un’impostazione ulteriormente rafforzata dall’impegno della Banca europea per gli investimenti, che ha destinato circa 15 miliardi di euro per aumentare entro il 2030 del 10% la resilienza idrica complessiva della Ue”. È quanto dichiara Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro – Confederazione degli Agricoltori Europei. “La ricetta di Confeuro per una gestione moderna ed efficace dell’acqua parte da un principio fondamentale: prima di realizzare nuove opere, è indispensabile valorizzare e rendere efficienti quelle esistenti. La priorità deve essere riqualificazione, manutenzione e l’ammodernamento delle reti idriche per contrastare le ingenti perdite d’acqua che ancora oggi caratterizzano il sistema italiano. Il secondo pilastro – prosegue Tiso – riguarda il riuso della risorsa idrica secondo i principi dell’economia circolare. Occorre incentivare il recupero e il riutilizzo delle acque depurate, anche in agricoltura, trasformando quello che oggi è spesso uno scarto in una risorsa preziosa per il comparto produttivo e per l’ambiente. Infine, è necessario realizzare nuovi invasi intelligenti e multifunzionali, capaci di accumulare l’acqua nei periodi di maggiore disponibilità, produrre energia e di garantire una gestione più efficiente durante le fasi di siccità, sempre più frequenti a causa dei cambiamenti climatici”. Per Confeuro, infine, assume particolare rilievo il richiamo della Commissione Ue al concetto di “paesaggio spugna”, che punta a restituire ai suoli la capacità di trattenere naturalmente l’acqua: “Servono terreni vivi e meno sfruttati, insieme alla tutela e al potenziamento di boschi, foreste e zone umide, ecosistemi fondamentali per favorire l’infiltrazione dell’acqua e rafforzare la resilienza dei territori. La gestione sostenibile della risorsa idrica non può prescindere dalla salvaguardia del capitale naturale”, conclude Tiso.

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