“Un conto è la guerra in Ucraina e un conto è il riarmo dell’Europa: io in tutta onestà sento odore di mobilitazioni e affaroni, in particolare per le aziende che producono armi da guerra. Siamo in sostanza in una situazione drammatica: l’Ucraina, la cui pace era stata assicurata da Trump in campagna elettorale, di fatto ora si trova senza alleato essendosi Trump ultimamente e per più volte scontrato con Zelensky, mentre Putin dal canto suo ha accentuato la pressione sull’Ucraina. L’Europa? Continua a fare quello che ha sempre fatto, garantire cioè il suo costante sostegno”. Così ai microfoni di Radio Cusano l’Europarlamentare del Pd Marco Tarquinio intervenuto nel corso della trasmissione ‘Battitori liberi’, condotta da Gianluca Fabi e Savino Balzano, in merito al tema del riarmo. E parlando della linea politica del Pd ha dichiarato “la linea è molto chiara: no al riarmo dei singoli stati europei, sì alla costruzione di una difesa comune che è altra cosa rispetto al riarmo dei singoli stati ed è anche il modo per spendere meno e valorizzare altri aspetti che fanno comunque difesa, quelli cioè civili e nonviolenti. La difesa di un sistema di Paesi è una difesa a due braccia: una militare l’altra civile, commerciale, nonviolenta, cooperativa. Nel dibattito europeo oggi scontiamo il fatto che la difesa viene ridotta alla sola dimensione militare con il rischio di far esplodere la spesa militare, già ora molto alta in Europa. Basti sapere- spiega Tarquinio- che oggi noi spendiamo il 19% in più della Russia che è un’economia di guerra: mandiamo una montagna di soldi in una direzione sbagliata”. E sul riarmo “il Pd ha votato diversi emendamenti tutti positivi; io viceversa mi sono astenuto dal votare una risoluzione sulla politica estera dove hanno inserito un paragrafo sul piano di riarmo europeo, ho votato invece sì alla risoluzione sui diritti umani”. Rispetto in particolare alla posizione di Elly Schlei sull’Ucraina ha proseguito “cosa che non condivido, la Segretaria ha mantenuto la linea di sempre: sostegno, no attacchi nel territorio russo, ma non ha mai detto di sospendere aiuto all’Ucraina. Come è risaputo io sono su una linea più radicale: il cessate il fuoco immediato. Va necessariamente imposto”, ha concluso l’On. Tarquinio.
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