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Stop alla politica-vetrina, si alla manutenzione stradale

Gli storici sanpietrini sono un pericolo pubblico perché sconnessi e instabili

“Lo splendore di Roma è a volte appannato dalle mille insidie presenti in città, non certo attribuibili alla volontà dei cittadini o alla qualità della vita che, nonostante tutto, la Capitale mantiene sempre altissima”. Lo dichiara Michel Emi Maritato, presidente della commissione Sviluppo e Smart City di Forza Italia. “Pur essendo sostenitori di una città moderna, evoluta, in linea con le esigenze dei residenti, reputiamo fondamentale il valore delle tradizioni e ci battiamo affinché quelle legate alla nostra città siano mantenute. Tra queste, l’iconico manto stradale fatto di sanpietrini, quei cubetti di roccia vulcanica che spesso mettono in crisi i nostri piedi, incrinano il nostro equilibrio, costringono le donne a rinunciare ai tacchi”, continua Maritato

“Ma hanno anche tanti pregi: drenano l’acqua piovana, sono di facile sostituzione in caso di danneggiamento, evitando il rifacimento totale dell’asfalto, in occasione di gelate evitano gli scivoloni ma, se mancano di manutenzione e, soprattutto – precisa Maritato – se sono sconnessi, privi del legante tra un elemento e l’altro, questi cubetti, voluti dal Papa urbanista Sisto V, costituiscono un vero pericolo per i pedoni, tanto da far perdere l’equilibrio, provocare cadute o peggio, rischiano di far finire investito qualcuno, specie nelle strette strade del centro frequentate dai taxi”.

“Non ci sono più i maestri sanpietrinari di una volta – lamenta Maritato –  ma, se come stimato dall’Istituto Superiore di Sanità, il 28% degli infortuni ortopedici urbani è legato a cadute su pavimentazioni irregolari, chiediamo all’amministrazione comunale più attenzione a questo tema che potrebbe sembrare secondario e in realtà affligge molti cittadini, specie i disabili o quelli costretti a percorrere lunghi tratti di strada in centro” sottolinea Maritato.

“Degli artigiani in grado di occuparsi degli insostituibili cubetti ne sono rimasti una ventina, rispetto ai 500 del dopoguerra. Non per questo, si può ignorare tale difficoltà -insiste il presidente -stendere uno strato di materiale legante tra un cubetto e l’altro non richiede necessariamente l’intervento di uno specialista e una amministrazione che ha a cuore le esigenze dei propri cittadini non può ignorare il problema”, chiosa il presidente.

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